venerdì, 18 aprile 2008

<<l'odio di tutti quelli sempre più imprigionati entro i casermoni che avanzavano non si placò quando gli abitanti scomparvero. Odiarono la strada con anche maggior ferocia, perché adesso non aveva più quel tanto di contenuto umano che a loro era costato tanta fatica cancellare. Vendicativi, portarono i loro rifiuti nella strada vuota. [...] Anche delle bande di umani vennero lì. Tramutarono la strada nel loro terreno di iniziazione. Lasciavano i loro escrementi di luogo in luogo. Si tiravano oggetti l'un l'altro. Non dimenticavano mai di maledire i precedenti abitanti, come se ancora vivessero nella strada. A volte passai in mezzo a loro. Mi ignorarono.>>

(da Una storia occulta)

La quotidianità africana è un inferno, anche quella dei ricchi, che consumano sé stessi e i propri averi nella gara a chi ostenta di più. Sono i militari a disporre della vita e della morte, ma allo stato di occupazione perenne sono tutti abituati tanto da non farci quasi caso, anche i bambini, meno le donne, che pagano sempre il prezzo più alto.
Il giorno è caldo, con troppa luce e polvere, e sembra non passare mai; il buio è troppo breve, il sonno non dà riposo. Nei sogni poi la realtà è replicata, solo, i colori sono più vividi, le forme e le facce si confondono, i ritmi sono più sincopati. Non c'è percezione dello strano, perché non c'è percezione del confine tra stato onirico, veglia, vita. La percezione di questo arriva come rivelazione o per necessaria deduzione.
La gente è stanca, confusa, tira a campare, e come in tutte le società povere o assediate dalla povertà, non si fa mancare i vizi. La festa è rumore e pandemonio. Il bisogno creato, sotto forma di corsi per corrispondenza o nuovi farmaci, entrambi a promettere mari e monti, crea rimorso. La periferia sommersa dai rifiuti potrebbe essere uno slum a Korogocho, o un qualsiasi vicolo napoletano. Lo straniamento di chi lotta per sopravvivere nei compound, tutti uguali, è lo stesso di chi sta nei nostri grigi mezzi grattacieli.
L'amicizia è tenuta in piedi per interessi; l'amore è malato, febbrile, comprato, e non salva.
La magia fa capolino, ma è ormai messa da parte, i suoi custodi sono suono e visione lontani, confinati nel mondo antico e in intricate foreste.

<<E mentre attendeva si rimproverò. Che gli era preso? Chi si credeva di essere? Prima di tutto, si rendeva pienamente conto di quanto fosse stato fortunato a incontrare Maria. Fortuna ancora maggiore era che lei si fosse interessata a lui, quando c'erano molti altri musicisti e altri uomini che brillavano ben più di lui per ricchezza, condizione sociale e successo. Dunque, perché non aveva trattato Maria un po' meglio? Perché aveva iniziato a darla tanto per scontata? Sorrise: sapeva perché. Era l'arroganza e la protervia che nasce dai piccoli successi. Da poco era uscito il suo primo album, che aveva avuto buone accoglienze e stava vendendo bene. Era stato intervistato alla televisione e capitava che qualcuno lo riconoscesse in strada. Ma più di tutto ciò, più del meschino piacere di piegarla al proprio volere, egli aveva iniziato a essere posseduto da una nuova energia, dalla certezza che c'erano dei poteri nell'aria, nei polmoni di chi sta passando da bruco a farfalla, che potevano grattare via la ruggine della vita e accordare sulla nota giusta il volere di uno spirito libero da restrizioni.>>                                          

(da Quando la luce ritorna)
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mercoledì, 09 aprile 2008
La dura vita del fotografo consiste nel partecipare ad eventi non avendo la più pallida idea di cosa siano, pianificare l'irruzione scegliendo il momento e la posizione ideale, fare sequenze di scatti più o meno casuali a personaggi che, se abbassano il cartellino che hanno davanti col loro nome scritto su, si riconosceranno in un secondo momento solo grazie a Google Images. A Galassia ci si divertiva facendo a gara a chi controllava meglio i sintomi del Parkinson, a chi riusciva a farsi detestare di meno dalle hostess e a uscire dalle sale senza dare troppo nell'occhio. Nessuno invece è riuscito a convincere M. di non tirarla troppo per le lunghe, che non volevamo pictures of the year. Al 3. Ma al 3 ci alziamo o aspettiamo dopo il 3?

F. è felicemente innamorato. Lo si capirebbe anche se non scrivesse commenti scemi alle sue foto. Lui è ispirato e la qualità delle immagini ne risente in positivo, anche se la Canon nuova aiuta, certamente. Perché una cosa così non puoi contenerla, punto.  "L'amore, la tosse e la fame non si possono nascondere." E sono sicura che lei apprezzi la propria onnipresenza, anche nelle foto in cui non appare. Almeno, a me piace vedere la storia che c'è dietro. 3! anche a voi.

R. invece sta passando un momento così, il suo sito non c'è nemmeno più. Nonostante questo, continua ancora a regalarci foto di un'importanza e di una qualità straordinarie (politici, attori, sportivi a bordocampo). Non ci sono comunicati stampa a celebrarlo, ma lui sente comunque la riconoscenza mia e dei pochi altri che "approfittano" del suo lungimirante lavoro. Una piccola carica.

M. è un feticista delle mani! Le mie ovviamente. Il suo entusiasmo mentre discettavamo delle ns passioni internettiane ci ha fatto bene. Deve essere un po' anche colpa sua se ho preso un altro libro oggi, con due che ne ho ancora da finire. Peccato non fosse lì il giorno prima a immortalarmi anche mentre firmavo un autografo :-p

Bookcrossing manuale Wiki a Galassia Gutenberg 2008, CC-BY-SA 3.0 by Azimuth


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